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Il sinistro fiasco di un Anniversario in largo anticipo

13-07-2025 18:00

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Il sinistro fiasco di un Anniversario in largo anticipo

Di solito, dinanzi al puntuale fallimento di qualche avvenimento annuale, si dovrebbe tendere alla malinconia; ma non sempre è così. Lo scorso 4 lugli

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Di solito, dinanzi al puntuale fallimento di un evento annuale, si dovrebbe tendere alla malinconia; ma non sempre è così. Lo scorso 4 luglio a Roma, presso la consueta zona dei Giardini Grazioli, nel cuore del quartiere Coppedè e a due passi dall'Ambasciata cinese, un pugno di militanti del Falun Gong ha celebrato con largo anticipo il consueto Anniversario del 20 luglio. Proprio nel lontano 20 luglio 1999, infatti, il governo cinese adottò i primi provvedimenti contro la setta, una volta appurato che in acclarata intelligenza col nemico aveva ormai iniziato a porsi come una seria minaccia alla società e allo Stato. Insomma, per il Falun Gong quel 20 luglio fu il fallimento di una ben architettata strategia d'infiltrazione e destabilizzazione delle istituzioni cinesi, e così pure lo fu per i suoi “mecenati” d'Oltreoceano. Si può dunque ben capire, per tutte queste ragioni, la viscerale acredine nutrita contro Pechino dal Falun Gong e dai settori angloamericani che tuttora ne reggono le sorti: a costo d'alimentare, per esempio, una velenosa e dispendiosa propaganda anticinese andatasi ad esprimere negli anni nelle forme più subdole e varie.

 

Tuttavia, come dicevamo, l'evento dello scorso 4 luglio è stato proprio un sinistro fiasco: poco più di dieci persone, seppur blandamente incoraggiate da un paio di politici d'accompagnamento, sono probabilmente poche anche per i modesti standard a cui lo stesso Falun Gong italiano s'è ormai abituato o, meglio ancora si potrebbe dire, rassegnato. Non colpisce che i pochi partecipanti fossero più o meno sempre le stesse persone, i classici “fedelissimi” che nel tempo, grazie anche alla continua diaspora vissuta degli altri membri, hanno giocoforza acquisito un ruolo guida: in fondo, a parte loro, chi altro c'è in quello sparuto gruppetto sparpagliato per tutta la Penisola, dove a chi non viene dato di comandare decide di giocare per conto suo? Sempre gli stessi, ovviamente, erano pure i manifesti appesi alle cancellate dei Giardini Grazioli. Non doveva essere, per tutti quanti, un gran piacere starsene fuori a quell'ora, in piena città, con l'afa di luglio, al cospetto dei vicini cassonetti, e infatti i passanti latitavano; ma quantomeno là c'è un po' di verde, e quindi anche un po' d'ombra. 

 

Grossomodo sempre gli stessi erano pure quei politici giunti a dar loro un po' di solidarietà: una Senatrice e un Presidente di Municipio, rispettivamente in quota Fratelli d'Italia e Forza Italia. A tal proposito, qualcuno penserà che la causa del Falun Gong sia oggi più cavalcata tra le fila del centrodestra che del centrosinistra, ma non c'è motivo di sorprendersi: l'attuale Amministrazione americana, a cui i sovranisti d'Italia guardano con commosso trasporto, ha preso a caldeggiare con una certa baldanza la causa del Falun Gong e va da sé che anche i loro emuli di casa nostra cerchino di fare altrettanto. In passato, e anche questo non deve sorprenderci, a tener alto il morale del Falun Gong italiano provvedevano invece altri del PD o del M5S; ma, tolti rari casi, sempre tutti vicini al Partito Radicale, e questo vale anche per i loro omologhi del centrodestra. Avremo comunque tempo e modo di riparlarne, magari anche più nello specifico: non fosse altro perché qualche ulteriore evento o segno di vita, in occasione del 20 luglio "vero e proprio", intuibilmente ci sarà.

 

Dicevamo dei passanti: l'attenzione riscossa è stata ovviamente minima, come al solito. Tolti i fortunati residenti, quanti s'aggirano per quartieri tanto storici e centrali, a forte presenza di Ambasciate, lo fanno soprattutto per ragioni consolari. Né gli uni né gli altri possono insomma nutrire chissà quale interesse per un presidio come tanti altri che giornalmente capita di vedere dinanzi a questa o quell'Ambasciata: o per la troppa abitudine o per il fatto d'aver in quel momento tutt'altre cose per la testa. Chi poi va a cercarsi il verde ristoro dei Giardini Grazioli, e magari se non è un residente è un turista, punta a sfuggire alla canicola estiva, non certo ad intrattenersi con delle curiose persone assiepate ai cancelli, intente a far saggi di strana spiritualità indossando una maglietta gialla. 

 

Tuttavia, sarebbe un errore pensare che quei pochi manifestanti cercassero il consenso di un'opinione pubblica assente in quella come in tutte le altre vie fin qui frequentate: il loro obiettivo, come al solito, erano semmai le foto e le riprese video, da propagandare mediaticamente, con tanto di dichiarazioni dei politici giunti a dar manforte e il cui legame tenersi ben stretti, piaccia o meno a quest'ultimi. Tutte cose di cui vantarsi, da diffondere quantomeno nel proprio ristretto giro e soprattutto all'estero, affinché i “grandi capi” della setta possano vederle e dichiararsi soddisfatti. 

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