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Sempre più nomi alternativi per le attività della Chiesa di Dio Onnipotente

17-08-2025 16:40

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Sempre più nomi alternativi per le attività della Chiesa di Dio Onnipotente

E' risaputo che molti culti usino più nomi, alla stregua di sinonimi o persino pseudonimi, per meglio mascherare le loro attività. I casi sono numeros

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E' risaputo che molti culti usino più nomi, alla stregua di sinonimi o persino pseudonimi, per meglio mascherare le loro attività. I casi sono numerosi e starli ad elencare apparirebbe ridondante, ma un esempio tra i tanti sin qui trattati nelle nostre pagine potrebbe essere quello di Shincheonjii, solita ricorrere anche ai nomi di Nuovo Cielo e Nuova Terra, di Tempio del Tabernacolo della Testimonianza e di altri ancora. Il ricorso a nomi alternativi è sempre visto come una scappatoia per molte sette che si ritrovino, ad esempio, in preda ai guai giudiziari, ma questo ovviamente non è soltanto il caso di Shincheonjii: si pensi alla Chiesa di Dio Onnipotente (CDO), le cui attività tanto controverse hanno suscitato i richiami, oltre che di molte realtà specializzate nel contrasto ai culti settari, pure di buona parte del mondo ecclesiastico, dall'Asia all'Europa. In quel caso, l'allarme dei vescovi è riferito alla predicazione fisicamente e psicologicamente violenta della setta, facilitata proprio dal ricorso a nomi falsi od alternativi. Per carpire fedeli alle altre chiese, dalla protestante alla cattolica, la CDO insieme ad altre sette è solita infatti agire sotto mentite spoglie, magari spacciando la sua predicazione nei loro luoghi di culto dietro le più rassicuranti apparenze di un gruppo di preghiera rimasto comunque in comunione con la loro Chiesa.

 

Nei nostri ultimi articoli sulla CDO, abbiamo notato che nel tempo le sue attività si sono fatte sempre più sottotraccia. Per la setta sono ormai trascorsi gli anni migliori, quelli della prima Amministrazione Trump e dell'asse tra quest'ultimo e l'ideologo Steve Bannon; a quel tempo grandi erano i fiumi di denaro che fluivano nelle sue casse, in ogni caso oggi non certo vuote, e primaria la centralità che le veniva riposta nelle crociate ideologiche e geopolitiche portate avanti da Washington contro Pechino. A poter rivaleggiare con la CDO e la causa dei cristiani in Cina, vi era solo un'altra realtà altrettanto ben coccolata dalla Casa Bianca come il World Uyghur Congress (WUC), con uno scopo parallelo: fomentare l'ostilità dei musulmani contro Pechino quanto la CDO doveva farlo coi cristiani. La mancanza di una realistica concezione delle caratteristiche storiche, sociali e politiche cinesi da parte degli ideologi occidentali che a tavolino hanno costruito realtà come la CDO e il WUC, ha portato al loro inevitabile fallimento. Non solo, ma a livello internazionale ha persino avuto reazioni impreviste da parte delle comunità cristiane e musulmane, come provato dalla velocizzazione dell'avvicinamento tra Pechino e la Santa Sede, con l'accordo per la nomina dei vescovi, o dal riconoscimento che il mondo arabo e musulmano ha dato dell'inesistenza di violazioni dei diritti umani e persecuzioni alle popolazioni uyghure e kazake nello Xinjiang, tramite ad esempio gli osservatori dell'OIC (Organizzazione della Cooperazione Islamica).

 

Con l'Amministrazione Biden altre sono state invece le priorità strategiche in agenda, anche nei rapporti con la Cina; e in ogni caso per Washington, soprattutto dal 2022, è risultata la guerra in Ucraina e la conseguente competizione con la Russia a prendersi la scena principale. CDO e WUC si sono così ritrovate loro malgrado in secondo piano, anche perché nel confrontarsi con la Cina gli Stati Uniti puntavano soprattutto sulla carta di Taiwan e dei suoi indipendentisti del PPD, integrandolo in una più ampia prospettiva di contenimento nel Pacifico che avrebbe dovuto coinvolgere anche altri partner come il QUAD con India, Australia e Giappone, l'AUKUS con Inghilterra, Australia e Nuova Zelanda o l'asse navale con Giappone e Sud Corea. L'Asia Centrale, dopo la traumatica evacuazione dall'Afghanistan, la costante crescita della SCO (Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai) e il conseguente allontanamento di certi vecchi partner americani nell'area, dal Pakistan alla Turchia, appariva per l'Amministrazione Biden un tema a cui dedicare minor "attenzione". Così i due gruppi, CDO e WUC, trovandosi dinanzi a fondi ed attenzioni diminuite, hanno dovuto cercarsi qualche altro modo per garantirsi un credibile futuro, ben sapendo che prima o poi il vecchio padrone sarebbe pur tornato a guardarli con rinnovata centralità, aspettandosi di ritrovare in loro una causa ed un investimento su cui convenientemente di nuovo puntare.

 

Intensificare la predicazione e la costruzione di falsi casi di violazione dei diritti umani, in tal senso, appare per entrambe le realtà una priorità: solo così potranno mantenere un rilievo presso i settori politici e strategici che tra Stati Uniti, Inghilterra, Canada ed Europa le sostengono, e giustificare i soldi spesi per il loro mantenimento. Naturalmente, per una predicazione efficace, il ricorso a nomi falsi od alternativi diventa una strada obbligata; ancor più se, come nel caso della CDO, si è ormai un gruppo piuttosto smascherato presso i vari ambienti ecclesiastici, con tanto di moniti di vescovi e sacerdoti ai propri fedeli a tenersene al largo, dalla Cina alla Sud Corea, ed oltre. Ecco che allora appaiono, tra i nomi alternativi usati dalla CDO, peraltro già nota pure come Lampo da Levante o Folgore da Oriente, quelli di Chiesa della Vittoria, Chiesa Vittoriosa, Chiesa della Brillante Luce, Chiesa Cristiana della New Song, Chiesa del Nuovo Inno, Chiesa Cristiana della Città Santa, Chiesa della Luce dell'Alba, o ancora di Stella del Mattino, spesso con sovrapposizioni rispetto ad altri gruppi religiosi con nomi similari o identici ed espressione di altre chiese protestanti o persino in comunione con la Chiesa di Roma. Ciò invita, anche nel caso italiano, a riporre una maggior prudenza ed accortezza nell'esame di nomi alternativi con cui gruppi settari di fama ormai già più che consolidata possono mirare a continuare con le loro medesime e conosciute attività.

 

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