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Culti di origine straniera in Italia: la diffusione nelle comunità di immigrati

24-08-2025 18:29

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Culti di origine straniera in Italia: la diffusione nelle comunità di immigrati

Molti culti e movimenti settari, spesso eufemisticamente definiti da vari ricercatori come “nuove religioni”, sono giunti in Italia e nel resto d'Europa attrave

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Molti culti e movimenti settari, spesso eufemisticamente definiti da vari ricercatori come “nuove religioni”, sono giunti in Italia e nel resto d'Europa attraverso i flussi migratori. In sé, ciò non è né un mistero né un fatto negativo, quanto semmai un fatto piuttosto fisiologico. La storia dell'Uomo ha sempre visto numerosi interscambi, quando pacifici e quando bellicosi, tra civiltà e culture diverse: fu ad esempio così con l'Ellenismo, che favorì la fusione tra religiosità pagana greca ed orientale, a seguito delle conquiste di Alessandro il Macedone nell'allora Impero Persiano; con l'espansione del Cristianesimo prima e dell'Islam poi, che mutuarono al loro interno molti elementi delle precedenti spiritualità pagane incontrate sul campo; o ancora con la scoperta di nuovi continenti e la conseguente nascita di nuove rotte, all'inizio dell'Età Moderna, che lasciarono come indiretto esito del colonialismo e della tratta degli schiavi anche originali forme di sincretismo afro-cristiano nelle Americhe o la predicazione cristiana dall'Asia all'Oceania. Guardato in sé, astrattamente, il fenomeno non appare dunque nuovo; eppure, scendendo più nel dettaglio, non è difficile accorgersi di risvolti poco rassicuranti. 

 

Nell'era attuale, caratterizzata da fenomeni migratori e scambi crescenti, e da un ruolo sempre più centrale della rete e dei mezzi di comunicazione come le piattaforme social, si sono presentate grandi e nuovi occasioni anche per tante culture e subculture che in caso contrario ben difficilmente avrebbero potuto beneficiare di simili capacità d'espansione. Le modalità di diffusione di un nuovi pensieri religiosi e politici, anche estremisti, o stili di vita non sempre dei più moderati, diventano quindi molteplici; e persino imprevedibili nel momento in cui, avendo attecchito nella nostra società, si possono fondere con altre mentalità e concezioni ancora, dando luogo ad altre culture e subculture ancora, ibride o derivate. Abbiamo già trattato in passato il fenomeno delle predicazioni e dei contatti religiosi in rete, preoccupante quando sfocia in fenomeni di settarismo e manipolazione della persona o in fondamentalismo ed estremismo ideologico, con finalità potenzialmente eversive. Si pensi a quanti gruppi e canali in piattaforme come Telegram o YouTube sono stati chiusi, dopo indagini della Polizia Postale che ne aveva accertata la vicinanza a movimenti fondamentalisti come ISIS o al-Qaeda. In generale, una maggiore governance della rete a livello internazionale sarebbe auspicabile, ma ciò implicherebbe pure dolorosi bagni d'umiltà per le nazioni occidentali che da sempre mostrano ostracismo a simili proposte da altri paesi, Cina in primis. A tacer poi di tutti gli interessi, economici e tecnologici, legati all'uso di strumenti che rappresentano oggi una nuova frontiera, come l'AI.

 

Ma guardando invece alla diffusione di nuove forme di culto tramite i fenomeni migratori, quello che viene ad aprirsi è un altro capitolo ancora, nel nostro Paese purtroppo non sufficientemente esplorato. Inizialmente le nuove sette religiose d'origine straniera tendono a diffondersi soprattutto nelle rispettive comunità d'immigrati, potendo contare su alcune doti che a costoro le rendono più familiari ed attraenti: il senso d'appartenenza, il sostegno o la rete sociale. Difficilmente molte persone di recente arrivo o con difficoltà ad inserirsi potrebbero altrimenti trovare analogo supporto e "clima di casa”. L'adesione è dunque stimolata dalla necessità di un punto di riferimento con la propria identità culturale e religiosa, dall'isolamento sociale provato soprattutto dall'immigrato di prima generazione, ma anche di seconda, e dall'uso del medesimo linguaggio. Non mancano infine casi in cui tali comunità religiose abbiano ormai una tale ramificazione da poter fornire immediati e concreti sostegni pratici, ad esempio nella ricerca di un lavoro o di un alloggio. Tuttavia non sempre ogni cosa è data con spontanea gratuità: così molti movimenti che inizialmente si presentano con un aspetto accogliente e benigno si rilevano poi dediti allo sfruttamento economico attraverso l'abuso e la manipolazione psicologica. Certi casi, come i riti Voodoo usati dalle mafie africane per la tratta della prostituzione e la riduzione in schiavitù, oltre che per i rituali d'affiliazione tra membri, sono ormai divenuti ampiamente notori.

 

Tanti altri esempi, tuttavia, si potrebbero ancora aggiungere. Negli ultimi anni in Italia si sono ad esempio diffusi molti culti provenienti dall'Africa subsahariana, di matrice cristiano evangelica o pentecostale; sebbene non tutti siano ovviamente classificabili come sette, altri invece si pongono in un'ambigua linea di confine che ne rende controversi i giudizi, mentre altri ancora sono da tempo riconosciuti come tali. Analogo discorso può esser fatto per numerosi movimenti esoterici o sincretici, proliferati nel nostro Paese grazie soprattutto alla presenza di forti comunità latinoamericane; tra questi uno di piuttosto noto è la Santa Muerte, sorto in Messico fondendo elementi cattolici e pagani, e i cui collegamenti con vari gruppi dediti al crimine organizzato ha destato preoccupati richiami. Ancora, un altro esempio che spesso facciamo è quello delle sette d'origine orientale, come ad esempio la Chiesa di Dio Onnipotente, conosciuta anche con altri nomi come Folgore da Oriente o ancora Lampo da Levante. Sorta in Cina nei primi Anni ‘90, ha attirato numerosi fedeli anche in Italia, soprattutto dopo la sua espulsione dalla madrepatria, in particolare nella comunità cinese ma anche al suo esterno grazie ad un'efficace e martellante predicazione in rete. Riconosciuta da Pechino e da altri Paesi come culto distruttivo, anche in Italia ha sollevato numerosi allarmi per l'aggressività delle sue forme di proselitismo e le sue dottrine apocalittiche: un argomento di cui, come i lettori più affezionati sapranno, spesso ci siamo occupati.

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