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Dall'Italia alla Romania, la pista balcanica della Chiesa di Dio Onnipotente

16-09-2025 18:00

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Dall'Italia alla Romania, la pista balcanica della Chiesa di Dio Onnipotente

Colpisce che un movimento come la Chiesa di Dio Onnipotente, balzato agli onori della cronaca in Occidente soprattutto intorno al 2018 (quando iniziò

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Colpisce che un movimento come la Chiesa di Dio Onnipotente, balzato agli onori della cronaca in Occidente soprattutto intorno al 2018 (quando iniziò ad invadere le pagine di molte pubblicazioni di materia religiosa coi suoi racconti di presunte persecuzioni subite all'estero e soprattutto in patria), sia oggi pressoché scomparso dai radar. Tutto in apparenza farebbe pensare ad un suo indebolimento, ma tale lettura potrebbe condurci fuori dal seminato o a parlare addirittura di una sua effettiva implosione, peraltro nient'affatto avvenuta. Peraltro, quando un movimento religioso ed ancor più settario implode, non è mai davvero una buona notizia: dalle sue ceneri potranno nascerne infiniti altri, magari solo temporaneamente minori e di conseguenza difficili da tracciare. E' ciò che bene o male ha fatto parte della storia di ogni setta religiosa e non, peraltro di per sé mai davvero estintasi: perché un'implosione non conduce mai all'estinzione. Persino i movimenti settari più famigerati sono sopravvissuti ai “cataclismi” che ad un dato punto li hanno travolti, riproponendosi con nuovi leader e continuatori, da Aum Shinrikyo ai Davidiani. A favorire tali continuazioni, la complessiva disattenzione che cala su di loro una volta avvenuto il “fattaccio” che le espone al pubblico scandalo e alle immancabili conseguenze giudiziarie; e se succede per movimenti tanto sinistramente famosi, figuriamoci se non può capitare pure con altri che, almeno nella nostra parte di mondo, sono stati ormai dimenticati dai più, mondo mediatico per primo. 

 

Eppure, a ben guardare, qualche “santo in paradiso”, pure dalle nostre parti, anche movimenti come la Chiesa di Dio Onnipotente l'hanno sempre avuto. Talvolta sono difensori o mecenati che si prendono una nicchia, sostenendo un movimento uscito dalle luci della ribalta per poterlo rilanciare in grande stile al momento opportuno, proprio com'era avvenuto nel 2018; altre volte, invece, costoro oltre a quella nicchia se ne prendono anche altre, passando pure per realtà settarie ben più affermate e famose. Sostenere certi gruppi settari, in casi del genere, è una faccenda prima di tutto geopolitica: devono essere, magari, quelli che in primo luogo sono riconosciuti come minaccia nazionale in paesi contro cui la propria realtà di riferimento porta avanti uno scontro, a seconda del caso più o meno dichiarato. E va da sé che, nel far questo, si agisca anche da “avvocati difensori” o “padri generosi” pure di altri movimenti, certo non provenienti da nazioni ufficialmente nemiche, ma che in futuro potrebbero troppo rischiosamente allontanarsi. Ora, quella realtà di riferimento nel caso di molti di questi “avvocati difensori” e “padri generosi” altro non è che l'insieme di apparati governativi e non governativi legati all'intelligence occidentale, americano per primo. Come la Chiesa di Dio Onnipotente, il Falun Gong, i gruppi estremisti e secessionisti tibetani o uiguri sono stati coltivati in funzione anticinese, così i Tai Chi Men sono stati a loro volta sempre tenuti in gran conto da questi apparati affinché le loro vicende potessero essere strumentalizzate nella malaugurata ipotesi di un eccessivo avvicinamento di Taipei alla madrepatria o, peggio ancora, di una sua vera e propria ricongiunzione.

 

Ecco perché non vedremo mai davvero sparire certi movimenti: se non capita con gruppi famigerati e proprio per questo “affascinanti” agli occhi di un certo pubblico attratto dal delirio autodistruttivo, indipendentemente dalla loro vicinanza con gli apparati d'intelligence occidentale, figurarsi altri la cui vicinanza coi medesimi è acclarata e così pure l'importanza geopolitica e strategica che rivestono ai loro occhi. Non c'è da dubitare che per molto altro tempo ancora si sentirà parlare di questi ed altri movimenti settari, con tutto il relativo corollario di “bufale” teso a perorarne e nobilitarne le cause. Insomma, la Chiesa di Dio Onnipotente, come altri movimenti, è ben lungi dall'esser sparita o debellata, ma per affermarlo non ci limitiamo solo a queste considerazioni. In Europa, per esempio, almeno stando ai dati sarebbe pure cresciuto, seppur con quantità e statistiche sempre piuttosto ardue da tracciare; con l'Italia che mantiene il primato di suo caposaldo principale. Oltre a Milano o Torino, dove hanno sede le comunità più numerose, anche nel resto della Penisola il movimento vanta significative presenze, soprattutto grazie al trattamento riservato dai Tribunali italiani, tradizionalmente sempre abbastanza accoglienti verso le richieste di asilo politico o di protezione speciale rispetto a quelli delle altre nazioni europee. Per molto tempo, almeno metà degli “esuli” della Chiesa di Dio Onnipotente in Europa sono vissuti in Italia o vi sono quantomeno entrati, per poi dirigersi in altri paesi dell'UE. 

 

Tra questi, oltre a mete ormai classiche come la Francia, la Germania o la Spagna, i paesi balcanici hanno iniziato ad acquisire una sempre maggiore rilevanza le nazioni balcaniche, prima tra tutte la Romania. Ne viene fuori, anche dalle argomentazioni piuttosto contenute dei pochi media che hanno inteso parlarne, un quadro piuttosto contorto, con gruppi e pagine social gestiti da amministratori romeni ma spesso situati all'estero, magari in Spagna; oltre a strane alchimie che vedono la Chiesa di Dio Onnipotente proporre, per il pubblico romeno, contenuti in cui i suoi proclami evangelici si mescolano a quelli del Cristianesimo ortodosso, prevalente nel paese. Non sorprende che, per creare i loro video “ibridati", i grafici della Chiesa di Dio Onnipotente si avvalgano pure dei materiali nel mentre già elaborati da altri gruppi non nuovi alle cortesi attenzioni degli apparati occidentali, come la Chiesa Ortodossa Americana o la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni: movimenti in principio autonomi, ma poi debitamente infiltrati ed allineati ad una certa agenda politica. 

 

Agli occhi del movimento, la Romania si presenta bene per il sostanziale conservatorismo politico della maggior parte dei suoi cittadini, visto come elemento su cui la sua campagna sinofoba ed anticomunista potrebbe attecchire facilmente. Gli ultimi fatti di politica interna, coi golpe bianchi ed elettorali che hanno esposto l'interesse di Bruxelles a favorire non soltanto a Bucarest l'avvento di governi saldamente atlantisti, in un arco costituzionale dominato dalle destre, agli occhi della Chiesa di Dio Onnipotente risulta poi un fattore ancor più gradito. Così, insieme al basso costo della vita, utile anche per operare propri investimenti, anche la politica in Romania è divenuta una manna per il movimento, nella prospettiva di poter trovare condizioni simili anche nel resto d'Europa. Mentre anche nel resto del Vecchio Continente i Tribunali hanno cominciato a mostrarsi, dalla Francia alla Spagna, dall'Olanda alla Germania, decisamente più malleabili e disponibili rispetto al passato.

 

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