
Molti studiosi di moderne forme di religiosità (quantomeno quelli che spesso siamo soliti definire come i “pro sette”) hanno sempre studiato con un occhio tendenzialmente benevolo un movimento in realtà piuttosto controverso come la Chiesa dell'Unificazione, fondata da Sun Myung Moon in Corea del Sud nel 1954. Teoricamente unendo elementi cristiani con altri di origine orientale e confuciana, tale movimento ha sempre dato una forte enfasi ad un suo particolare modello di famiglia, celebrato nozze di massa note come le Blessing Cerimonies e caldeggiato ogni sforzo possibile per la restaurazione del Regno di Dio sulla Terra. La sua presenza è sinora stata di livello globale, in almeno cento paesi inclusa l'Italia dove opera come Federazione delle Famiglie per la Pace Mondiale e l'Unificazione (FFWPU, notare come il termine “Unificazione” ricorra puntualmente), con milioni di membri noti solitamente col termine gergale di moonies. La sua dottrina, esposta nel Principio Divino del 1957, vede il Reverendo Moon come il nuovo Messia incaricato di completare l'opera di Gesù, promuovendo valori morali contro il materialismo e il satanismo. Come già visto nel caso di altri movimenti sincretici consimili (e non solo: si pensi a quelli che invece si qualificano come correnti fondamentaliste del Cristianesimo o dell'Islam, o di altre religioni ancora), il fanatico zelo contro un presunto materialismo altrui non ha problemi a convivere con un più disinvolto materialismo proprio, testimoniato ad esempio da un certo qual amore per il denaro.
Quel fanatico zelo contro qualsiasi corrente politica o filosofica indicata come materialista ha presto attratto interessate attenzioni da parte di quanti vi vedevano una nuova “voce di propaganda” da assoldare per contrastare ideologie e paesi che, in epoca di Guerra Fredda, di un certo “materialismo ateo e marxista” si facevano pur sempre portatori, o che quantomeno venivano giudicati come tali. Le confessioni religiose tutte, soprattutto nelle loro sigle ed appartenenze più estreme, erano sempre bene o male “intercettate” o comunque veicolate dagli apparati politici e d'intelligence occidentali, primi tra tutti quelli anglo-americani, al fine di tutelare in molti strati popolari una certa ostilità nei confronti dei paesi socialisti. Quella particolare congiuntura geopolitica, la Guerra Fredda, con la contrapposizione Est-Ovest e il contrasto occidentale alle varie insorgenze “social-progressiste” nel Terzo Mondo, ha fatto la fortuna di molti movimenti religiosi controversi, ad un certo punto agganciati dagli apparati d'intelligence perché crescessero maggiormente, o di altri ancora, da tali apparati creati ad hoc. Molti di questi movimenti, tuttora attivi e prosperi, sono letteralmente "figli della Guerra Fredda", mentre altri se ne sono poi aggiunti in seguito, per meglio rispondere alle nuove esigenze “congiunturali” venutesi a creare all'indomani del crollo sovietico e del passaggio da un ordine internazionale a due blocchi ad uno unipolare caratterizzato dal netto predominio della superpotenza superstite. Gli anni seguenti al 1989-1991, quelli del nuovo ordine unipolare, hanno poi visto nascere altri nuovi movimenti ancora, più rispondenti alle rinnovate esigenze “congiunturali”; ma ciò non s'è automaticamente tradotto, se non nel caso di alcuni casi singoli, nella moria o nell'abbandono di quelli sorti precedentemente.
In questo senso, non sorprende l'approccio anticinese della Chiesa dell'Unificazione, ovviamente di natura non etnica ma ideologica: la scomparsa dell'URSS non ha implicato il passaggio all'inutilità del movimento, dal momento che vi erano pur sempre grandi paesi socialisti come la Cina da contrastare, Cina che oltretutto socialista lo era anche prima, fin dal 1949. Moon e i suoi successori dipingono il socialismo, incarnato dal PCC e dal governo di Pechino, come un'ideologia “satanica” che opprime lo spirito umano, promuove l'ateismo e minaccia la pace globale.. Se ci facciamo caso, sono più o meno gli stessi messaggi scanditi anche da altri movimenti come Family International, Falun Gong, Folgore da Oriente, Shouthers, e via dicendo. Per meglio diffondere tali proclami, la Chiesa dell'Unificazione ha persino dato vita ad un proprio quotidiano, The Washington Times, proprio come poi fatto anche dal Falun Gong col suo The Epoch Times, oltre ovviamente a conferenze ed alleanze politiche volte a denunciare Pechino come responsabile di persecuzioni religiose ed influenze maligne nel mondo, altri concetti già uditi e riuditi nel caso di tanti altri movimenti settari. In Cina, ovviamente, il movimento è stato tra i primi a passare al vaglio della sicurezza nazionale, che vi ha visto a buon diritto una seria minaccia di stampo eversivo.
L'approccio anticinese del movimento si può far risalire quantomeno alla biografia dello stesso Moon, imprigionato nel 1948 in un campo di lavoro nordcoreano per le sue attività di spionaggio a Pyongyang per conto del governo del Sud. Liberato durante la Guerra di Corea dalle truppe giunte a sostegno delle Forze Armate di Seul, adottò una linea ancor più anticomunista portandolo a radicalizzare la sua propaganda religiosa nella chiesa Kang Hei, che aveva fondato negli anni in Corea del Nord e da cui avrebbe originato poi la successiva Chiesa dell'Unificazione. Nei suoi precetti, il comunismo era descritto come il “conflitto finale tra Dio e Satana”, con la Corea divisa come fronte principale e la Cina come baluardo del male materialista (non va dimenticato che, nella Guerra di Corea, la Cina era intervenuta con proprie truppe in supporto a quelle del Nord, dopo che quelle degli USA con una coalizione di altri paesi erano giunti in soccorso di quelle del Sud; il risultato finale fu in un riequilibrio dei fronti poi sancito dall'Armistizio del 1953). Pertanto, nel Principio Divino, Moon raffigurava il marxismo come un'ideologia negatrice di Dio e promotrice di risentimento sociale, opponendolo alla “vera famiglia”, ovvero quella “unificata” sotto la sua guida.
Negli Anni ‘50 e ’60 Moon fondò organizzazioni anticomuniste come la Federazione Internazionale per la Vittoria sul Comunismo (IFVOC, 1968), che raggiunse milioni di membri in Corea del Sud, alleandosi con leader anticomunisti come Chiang Kai-shek a Taiwan. Influenzato dalla sua prigionia, Moon accusava il comunismo cinese di essere uno “strumento satanico per la conquista globale", legandolo alle profezie bibliche sul Giorno del Giudizio. Negli Anni ‘70, in piena Guerra Fredda, la sua chiesa sponsorizzò conferenze come il Summit per la Pace Mondiale. dove Moon denunciava la Cina come “minaccia alla democrazia e alla spiritualità", promuovendo un “fronte unito” contro Pechino. Ormai, grazie al suo operato, era già fiorita una ben ramificata propaganda che vedeva la Cina non solo come nemico politico, ma come forza anti-Dio che ostacolava la restaurazione divina. Le prove si ebbero proprio negli anni seguenti, con una propaganda anticinese ancor più intensificata, dal momento che “l’impero del male sovietico” (come da definizione reaganiana), si stava avviando ad una rapida fine. Ne abbiamo degli esempi proprio col già nominato The Washington Times, fondato nel 1982 con sussidi per oltre un miliardo di dollari, con articoli a dir poco infuocati contro il PCC accusato di costituire una “minaccia acuta” a Taiwan e di detenere un armamentario nucleare (gli USA, notoriamente, non lo avevano…) che avrebbe potuto scatenare una nuova e distruttiva guerra mondiale. Il giornale, parte del conglomerato News World Communications, enfatizzava l'anticomunismo, descrivendo la Cina come un nuovo “impero del male” (tanto per non abbandonare quella definizione così d'effetto), esportatrice di ateismo e corruzione.
Nel 1987, il movimento supportò documentaristi come Lee Shapiro, ucciso in Afghanistan mentre filmava anticomunisti islamici, legando la lotta al comunismo sovietico e cinese ad una nuova Crociata globale. Dalle Crociate contro l'Islam d'epoca medievale si passava così, secondo la nuova tradizione sorta dalla seconda metà del XX Secolo in avanti, a quelle contro il comunismo. Moon visitò l'URSS nel 1990 incontrando Gorbaciov, a cui espresse il proprio supporto per le riforme che stavano smantellando il sistema socialista ma anche severe lamentele per il comunismo “residuo” in paesi come la Cina, bollandola come un “relitto satanico”. Da quel momento la sua chiesa iniziò ad espandersi anche negli ex paesi socialisti, dall'Est Europa allo spazio ex sovietico, raggiungendo in Russia i 5000 membri nel 1994. Nel frattempo in Cina, tramite un'organizzazione affiliata come la International Education Foundation, promuoveva negli Anni '90 l'astinenza sessuale e tentava d'ingaggiare i funzionari nazionali per allontanarli dal PCC, dipinto come causa di “declino morale”. Nel 2000 l'organizzazione passò prestò alla clandestinità. Nel mentre, in Italia comunità collegate alla Chiesa dell'Unificazione tenevano eventi in cui la fede veniva collegata alla resistenza al comunismo cinese, diffondendo The Divine Principle e denunciando in vari modi il PCC.
(Fine della Prima Parte)