
In passato The Epoch Times, il quotidiano ufficiale della setta Falun Gong, almeno nella sua edizione italiana appariva piuttosto raffazzonato e poco aggiornato: se ne deduceva che i suoi redattori, in piccolo numero, dedicassero scarsi sforzi al suo mantenimento e, nell'insieme, a dagli una maggior credibilità. Tutto è apparentemente cambiato da qualche tempo, quando il quotidiano ha iniziato ad assumere un dinamismo e una cura grafica che indicano la volontà, da parte della filiale italiana della setta, di tentarne un almeno per il momento non ancora visto rilancio. In Italia The Epoch Times esce solo in versione online, anche perché sobbarcarsi gli oneri di un formato cartaceo intuibilmente comporterebbe qualche rischio aziendale. Ad ogni modo, questo tentativo di rivitalizzare un quotidiano “nato morto” desta già di per sé più di qualche interrogativo.
L'interrogativo può trovare conferma, e forse anche parziale risposta, nella costante attenzione che il quotidiano ripone ad una serie di personalità della politica italiana, che a vario titolo e in più occasioni hanno espresso il loro sostegno al Falun Gong e alle sue diramazioni come, in primo luogo, la compagnia “artistica” Shen Yun. Dopotutto, in passato The Epoch Times trascorreva anche intere giornate senza pubblicare una nuova notizia, e tra queste non erano poche le traduzioni di articoli già pubblicati dalla versione internazionale del quotidiano, quella in lingua inglese: articoli che, si può facilmente immaginare, non sempre potevano incontrare l'interesse di molta parte del pubblico italiano. In compenso, il quotidiano si rifaceva nei social, in particolare su Facebook, con una pagina seguita da un elevato numero d'iscritti, ma povera di contenuti: The Epoch Times Italia, lungi dal fornire notizie ogni giorno, semplicemente puntava ad offrire immagini “strappa-like”, come bei paesaggi o teneri gattini. Non mancò qualche testata che si occupò di quella strategia di marketing, avvertendo che dietro quell'apparente dolcezza si nascondeva in realtà una setta già allora piuttosto chiacchierata. Ad ogni modo di tempo da allora, come dicevamo, ne è passato parecchio e infatti il quotidiano della setta, anche a livello italiano, ha fatto in modo di darsi una “ripulita”, passando ad una comunicazione almeno apparentemente più seria: certamente non imparziale, il che d'altronde si potrebbe rimproverare pure a qualsivoglia altro giornale italiano e non, ma almeno con addosso l'abito buono anziché la vestaglia da casa.
A questo punto il lettore avrà immaginato ciò che pensiamo anche noi: dopotutto è un lecito dubbio, e in un regime costituzionale come il nostro coltivare il dubbio beneficia il dibattito politico e culturale, ovvero la democrazia. Quel che pensiamo è che, mettendosi a fare da “cassa di risonanza” di una serie di figure politiche e delle loro correnti, The Epoch Times Italia sia riuscito ad intercettare anche qualche nuova attenzione di tipo economico; o che magari miri ad intercettarla, con un'operazione di costante “lusinga”. Non vi sarebbe in ciò nulla d'insolito, anche perché in fin dei conti è quanto già fa una miriade di altri giornali in tutta Italia e non solo. Di certo vi è l'intenzione di rilanciare il quotidiano, sentita anche dalla filiale italiana della setta, e sostanziatasi proprio nella significativa ristrutturazione grafica e quantitativa vista nel 2025. Che poi ciò avvicini nuovi lettori, c'è altrettanto di che dubitare: la pagina social odierna vanta molti seguaci, è vero, ma gran parte dei contenuti pubblicati ottengono comunque scarsi esiti, con pochi like o commenti, spesso proprio nessuno. Non ci sono più paesaggi o gattini, ma notizie nazionali ed internazionali date a spron battuto, al modo di una qualsiasi altra agenzia stampa o giornale di livello. Il filone politico, neanche troppo sorprendentemente, è quello della destra sovranista trumpiano-meloniana, con notizie che tendono sempre a celebrarne i vari leader, come ad esempio in questi giorni per quanto riguarda l'Accordo di pace per Gaza avanzato da Trump e su cui i vari governi europei della destra vicina ai repubblicani USA hanno ugualmente vantato propri titoli di merito. Il pubblico italiano che segue la pagina social di The Epoch Times Italia, di conseguenza, altro non fa che credere di seguire un giornale dell'area politica sovranista-populista come tanti altri, polemico e schierato come loro. Proprio come in passato il pubblico italiano della vecchia pagina, verosimilmente diverso almeno in buona parte, credeva invece di seguire un gruppo social di paesaggi e gattini.
E l'attenzione data a certe figure politiche e relative correnti, come dicevamo, non manca mai, seppur mischiata alle tante altre notizie riprese dalle altre edizioni di The Epoch Times, e debitamente tradotte in italiano: dopotutto oggi, con l'AI, tradurre è un'operazione immediata e di poca fatica, laddove in passato avrebbe richiesto la scocciatura di avvalersi di qualche traduttore online come quello di Google od altri. Certamente anche il numero di addetti dediti alla cura del sito sarà salito, in proporzione all'aumento di notizie pubblicate. Quelle figure politiche cui The Epoch Times Italia dedica sempre puntuale spazio, non dimentichiamocelo, sono pur sempre i tipici vecchi nomi di una destra filoamericana e filoisraeliana che cercano di restare a galla strizzando l'occhio agli ambienti più atlantisti e conservatori della società italiana, non di rado caratterizzati pure da una certa sinofobia od islamofobia. Insieme a quei vecchi nomi non ne mancano anche di giovani, che ugualmente cercano di emergere in politica con gli stessi metodi, rivolgendo al proprio elettorato sovranista tutti quegli argomenti che aspetta di sentirsi raccontare: in politica si va avanti o si resta in vetta anche così.
All'estero The Epoch Times è sempre più malvista: non soltanto per gli scandali finanziari relativi alla sua casa editrice, ma anche per la correlazione con la setta Falun Gong e le sue diramazioni come Shen Yun. Abbiamo più volte parlato dei tanti casi giudiziari che riguardano ogni branca della vasta galassia messa in piedi da Li Hongzhi. In Italia le notizie arrivano più soffocate, ma intanto dagli Stati Uniti all'Inghilterra fino al resto d'Europa i problemi questi sono. Rilanciare The Epoch Times, in Italia come in altri paesi dove uscivano edizioni minori e scarsamente seguite, per la setta è pure un modo per meglio difendersi, ora che nei paesi dove solitamente trovava il suo maggior pubblico le sue fortune iniziano a declinare. Il Falun Gong ha bisogno di difendere e diffondere la “sua” versione dei fatti, di rafforzare i contatti con le figure politiche locali che sia pur interessatamente sono disposte a darle un appoggio, di mettersi in qualche modo al riparo dall'incubo di un declino in realtà già iniziato. Pure questo spiega l'estemporaneo rilancio della versione italiana di The Epoch Times, che durerà il tempo che durerà: proprio come già avvenne con la rivista sorella Vision Times che, se all'estero è ancora discretamente sulla breccia, anni fa nel nostro paese conobbe soltanto un'effimera apparizione, con l'edizione in lingua italiana rapidamente scomparsa dalla rete.