
Quando lo scorso febbraio è stata data notizia dell'arresto dei vertici e di varie personalità implicate nella setta degli Zizians, forse qualcuno avrà avuto uno strano e parziale dejà-vù. Una piccola setta religiosa dallo stesso nome, a carattere ufologico, era infatti già esistita negli USA a cavallo tra gli Anni ‘80 e ’90, ma tolto ciò le comunanze finiscono qua. Quella fondata da Ramon “Ramono” Watkins era stata una delle tante sorte dal vasto e popolare filone New Age, tanto che anche nella scelta della sua sede (a Sidona, in Arizona), avevano concorso particolari teorie esoteriche che vi attribuivano il fulcro di presunte forze spirituali. Al pari di altri movimenti religiosi minori (MRM), la sua fine nel marzo 1993 era stata piuttosto rapida, dopo un rituale collettivo che avrebbe potuto dar luogo ad un suicido di massa: nel bere il preparato previsto per la cerimonia di “transizione” dal mondo terrestre a quello extraterrestre, gli adepti erano sopravvissuti all'intossicazione mentre uno di loro oltre allo stesso Watkins avevano perso la vita. Fino ad oggi, la memoria di una setta isolata ed autodistruttiva era quanto rimasto di un gruppo il cui leader aveva creduto, con un'Arca spaziale e un intruglio tossico, di condurre i suoi "prescelti" alla salvezza di un grado superiore.
I nuovi Zizians sembrano invece tutt'altra realtà, con l'omonimia frutto di una casualità slegata dall'eventuale volontà di richiamarsi al vecchio movimento. Una labile parentela si può forse individuare nella comune matrice New Age, ormai diretta verso orizzonti sempre più radicali. L'ideologia propugnata dalla fondatrice del gruppo, la transgender Jack LaSota, è infatti un misto di anarchismo, filosofie New Age radicali e soprattutto veganesimo ed animalismo estremisti. Proprio dal suo soprannome di Ziz, con cui aveva guadagnato nel web un certo seguito grazie ad un blog dedicato a temi come il transgenderismo, l'AI e la lotta radicale ad ogni forma riconosciuta di autorità, i nuovi Zizians hanno preso il nome. Ne è infine nato un culto divenuto un unicum nella storia criminale USA, che vede la convergenza tra attivismo digitale elitario, nichilismo filosofico e violenza terroristica, e su cui gli inquirenti sono ancora attivamente al lavoro. Attraverso tre decenni, il marchio degli Zizians è così passato dall'essere un oscuro culto ufologico dell'Arizona a diventare il simbolo di una cellula terroristica digitale d'élite, fino a culminare nei drammatici processi federali del 2025.
La setta vede dunque i suoi natali nei forum della Silicon Valley e nelle comunità dei “razionalisti” online, con la sua leader nei panni di brillante blogger e teorica informatica anziché di leader spirituale. Tuttavia, il delirio settario diviene immancabile elemento accomunante, con LaSota che introduce i suoi seguaci in una vera e propria prigione mentale, basata sulla logica deviata e sul nichilismo accelerazionista. Secondo le teorie di anti-predazionismo e veganesimo radicale, il gruppo estremizza il concetto di sofferenza animale, perché la predazione (un essere vivente che ne consuma un altro) appare il male supremo. Se la natura stessa si basa sulla predazione, secondo lo schema della piramide alimentare, allora vuol dire che è un sistema “difettoso” assolutamente da terminare. La scelta dei seguaci si struttura rigidamente sulla loro identità e su un élitarismo cognitivo, con una marcata preferenza per programmatori e matematici ritenuti, in base alla loro conformazione neurobiologica, gli unici capaci di “allineare” correttamente le forme di AI più sofisticate. Infine, l'anti-totalitarismo integrale porta gli Zizians a a giudicare lo Stato come “predatore supremo” che protegge il “sistema della sofferenza”, con ogni forma di autorità come polizia, governi o leggi considerata da abbattere in quanto priva di "legittimità morale".
Dall'isolamento digitale, che ne ha inizialmente fatto un “culto online”, gli Zizians sono passati ad azioni nomadiche e paramilitari, operando in segreto in tutti gli USA tra il 2022 e il 2025. Nel dicembre 2022, in Pennysilvania, avviene il duplice omicidio dei genitori di Michelle Zajko, una delle principali collaboratrici di LaSota, con quest'ultima poco dopo trasformatasi in vero e proprio “fantasma digitale” dopo aver simulato la propria morte. Nel maggio del 2024, si registra l'apice della sfida allo Stato, con l'uccisione a sangue freddo nel Vermont di un agente di pattuglia di frontiera, rivendicata dal movimento come atto di “resistenza contro i guardiani del sistema”. Pochi mesi dopo, a novembre, in California, i membri della setta si rendono responsabili della “Strage della Farm Lind”, con un attacco ad un agricoltore locale trasformatosi in uno scontro a fuoco. Vi muore la seguace Emma Borhanian, mentre l'agricoltore sopravvive testimoniando contro gli aggressori, Maximilian Snyder, Alexander Leatham e Suri Dao. Nel Maryland, infine, si giunge all'arresto, nel febbraio 2025.
Con l'arresto di LaSota e Zajko, e le deposizioni di altri ex seguaci, l'FBI ha potuto infine penetrare nel cuore tecnologico della setta, trovandosi dinanzi ad una realtà nuova e sconcertante. Dalle indagini forensi sono emersi documenti segreti, i manifesti Veracrypt, che descrivevano la transizione dall'attivismo pacifico al terrorismo, con l'omicidio dei “predatori umani” presentato come dovere etico; i database dei potenziali dettagli tra allevatori, poliziotti e funzionari pubblici, monitorati tramite programmi di sorveglianza open-source; l'utilizzo deviato dell'AI, col gruppo che cercava di addestrare modelli linguistici privati per generare istruzioni su come sabotare infrastrutture elettriche e creare armi chimiche artigianali; o ancora la comunicazione criptata, con l'uso di server Matrix e canali Telegram con messaggi autodistruggenti per coordinare i movimenti delle “cellule mobili” della setta, spesso alloggiati in furgoni adattati a camper.
Ora LaSota è detenuta nel Maryland, in isolamento, accusata di cospirazione federale, omicidio di primo grado ed incitamento al terrorismo; il rischio di fuga, ritenuto possibile dagli inquirenti visto il suo precedente tentativo di simulare il suicidio per sparire nel nulla, li ha portati ad escludere la possibilità della cauzione, mentre le sue teorie neurobiologiche sono state rigettate come base per un'infermità mentale. In Vermont, l'omicidio dell'agente di pattuglia porta i magistrati a chiedere la pena capitale, una mossa piuttosto rara e che indica la minaccia rappresentata dal gruppo per l'ordine nazionale. I seguaci come Snyder, Zajko e Leatham sono detenuti in attesa di giudizio insieme ad altri in California, con ritardi processuali dovuti ai loro comportamenti erratici, che indicano la profonda radicalizzazione psicologica subita.
Il caso dei nuovi Zizians segna di per sé il passaggio dai vecchi culti di “fede”, come poteva esserlo quello di Watkins, a quelli della “logica patologica”: se il primo cercava la salvezza nelle stelle, il secondo invece vedeva nella distruzione del mondo reale il coronamento di una purezza etica impossibile. L'isolamento digitale, unito ad un'intelligenza tecnica superiore e ad un nichilismo radicale, crea così una forma di terrorismo domestico difficile da prevedere: un culto dove il “sacrificio” non è più per un'entità divina, o aliena, ma per la fine violenta di ciò che conosciamo come civiltà. Questo caso, paradigma del nichilismo autodistruttivo verso cui sempre più marcia la civiltà occidentale, è frutto di decenni di serrato individualismo e svuotamento delle precedenti certezze morali e materiali, non sostituite da altro che non sia una profonda degli altri e di se stessi. Indica la necessità di un controllo più efficace della rete onde evitare i suoi usi a fini eversivi o criminali; e di lavorare affinché l'AI non diventi, come già i nuovi Zizians evidenziano, da mezzo di ricerca o produzione intellettuale strumento di guerra sociale od oggetto di nuovi culti “tecno-distruttivi”. Una seria governance del web e dell'AI, in definitiva, passa anche attraverso il controllo dei movimenti settari di nuova generazione.