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La Chiesa di Dio Onnipotente: contrastanti segnali di vitalità

19-12-2025 17:12

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La Chiesa di Dio Onnipotente: contrastanti segnali di vitalità

Giunti alla fine dell'anno, appare sempre piuttosto fisiologico stilare qualche bilancio e chiedersi come vadano le cose a certe nostre vecchie “conos

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Giunti ormai alla fine dell'anno, risulta sempre piuttosto fisiologico stilare qualche bilancio, magari chiedendosi come vadano le cose a certe nostre vecchie “conoscenze”. I lettori più affezionati sapranno che soprattutto a certe sette, nate in Oriente ma con solidi legami in Occidente, siamo soliti riservare molte nostre attenzioni: proprio occupandoci di loro iniziammo, anni fa, l'avventura di questo nostro portale. Ebbene, tra tutti questi culti settari la Chiesa di Dio Onnipotente, a cui solitamente abbiamo sempre riposto più di uno scrupolo, pare quasi esser stata un po' "trascurata"; non per una nostra pigrizia o negligenza, bensì per una sua effettiva e comunque preoccupante “silenziosità”. Eppure sappiamo assai bene che la setta, lungi dall'esser sparita o ridimensionata, continua ancora ad operare e ad estendere le sue reti, riorganizzandole in varie parti del pianeta: Italia compresa, ovviamente, pur con minor successi e maggiori cautele che altrove. 

 

L'abbiamo già detto anche in altri casi: l'Italia, per certi culti, non è la terra giusta, e ciò da una parte desta pure qualche sorpresa se consideriamo che altri di perfettamente analoghi trovano invece ampi spazi d'affermazione e diffusione. Ma evidentemente non tutti i culti settari ed apocalittici, evangelici o meno, incontrano le medesime fortune; e ciò pur disponendo sempre d'ampie quote di denaro e sostegni politici da investire in una loro affermazione. L'ultima annata, in ogni caso, ha comunque visto più di una novità relativa alla Chiesa di Dio Onnipotente nel nostro paese, a riprova che tutto sommato qualche “movimento”, neanche tanto sotterraneo, non è mancato mai. Cominceremo però da un paio di fatti occorsi nel penultimo anno, perché serviranno ad inaugurare le considerazioni che andremo a fare in un altro prossimo articolo, destinato alla pubblicazione sempre nel corso di questo mese. 

 

Ad ottobre 2024, l'edizione milanese del Corsera aveva dato notizia di quattro cittadini cinesi che vivano nascostamente, ossessionati dal sospetto nei confronti d'ogni loro connazionale: da aderenti della setta, considerata non soltanto in patria ma anche in altri paesi un movimento criminale a causa di alcune sue famigerate azioni terroriste, erano giunti in Italia presentandosi come dei perseguitati per ragioni religiose. A rafforzare le tesi con cui puntavano all'ottenimento dell'asilo, l'ipotesi che tra molti membri della comunità cinese potessero nascondersi delle spie o persino dei “poliziotti” di Pechino sotto mentite spoglie, pronti a riconsegnarli alle autorità. Com'è noto, la vicenda è servita insieme ad altre ad alimentare soprattutto la propaganda denigratoria messa in piedi soprattutto da alcuni settori politici radicali e della destra contro la Cina, che a loro dire avrebbe infiltrato propri agenti nel territorio dell'Unione Europea. 

 

Queste accuse, rivolte mentre l'Unione Europea e i suoi Stati membri apertamente accolgono a braccia aperte individui appartenenti ad organizzazioni settarie pericolose o criminali, appaiono a dir poco risibili, fanno il paio con quelle non meno improbabili secondo cui il mondo dell'informazione in Occidente sarebbe infiltrato da cima a fondo da agenti dediti alla propaganda filorussa e putiniana. Sono insomma soprattutto espedienti tesi ad inquinare i rapporti tra Stati, in questo caso tra Cina e governi europei, con narrazioni false o distorte prodotte da settori politici ben riconoscibili, dediti nel portar avanti i loro obiettivi anche a coltivare bufale e mistificazioni in quantità industriali. Se non fosse per la gravità e la potenziale pericolosità degli obiettivi che si sono prefissi (tanto da arrivare persino a strumentalizzare la vicenda di persone giunte dall'estero con seri problemi psicologici legati al lavaggio del cervello subito dai loro capisetta, e che casomai sarebbero da aiutare inserendole in un percorso che le riconduca alla normalità), questi figuri politici farebbero soltanto ridere; ma dinanzi a tanta loro mancanza di senso della vergogna, vien piuttosto da dire che suscitino il più profondo ed amaro sdegno. 

 

Insomma, su certe vicende il clamore non manca mai; ma su altre, evidentemente poco funzionali ad alimentare certa narrativa politica, vediamo invece regnare il più mortale dei silenzi. Non a caso a dicembre 2024 è passata tutta un'altra notizia, che strano a dirsi non ha trovato nessuna attenzione presso quei settori politici sempre così prodighi di parole ogni qual volta si tratti di portar acqua al proprio mulino: nell'urbinate è stato sollevato l'allarme per l'infiltrazione della Chiesa di Dio Onnipotente in un gruppo di cittadini su Facebook. Come descritto dal Professor Fabio Giglietto, professore associato di Analisi delle Reti Sociali Digitali dell'Università di Urbano, autore di una ricerca scientifica sullo sfruttamento dei social per la diffusione di “contenuti problematici”, la strategia si basa su dei bot, profili social artificiali realizzati dalla Chiesa di Dio Onnipotente che “Stanno agendo con una strategia d’infiltrazione: prima ha riguardato i grandi gruppi pubblici sul social network, ora invece sono stati coinvolti quelli locali”. Sempre nell'articolo de Il Ducato, il Professore poi spiega che “A condividere i contenuti, chiamati engagement bait (contenuti che per la loro natura spingono l’utente a interagire mettendo like, condividendo o commentando, quindi contribuendo a diffonderlo, ndr) sono i bot (falsi account ndr). Cliccando sul loro profilo, si vede che hanno messo il like a pagine che fanno parte della rete del movimento religioso”. 

 

Anche noi avevamo notato questo fenomeno, come molti altri cittadini soliti far uso dei social anche solo per un personale diletto; si tratta di fatto di un espediente oggi piuttosto diffuso per acquisire sempre più spazi di visibilità e relativi followers, e per la verità non sono solo i movimenti religiosi e settari a farne un ampio ricorso. Si pensi ad esempio a tutto il vasto mondo degli influencers e delle migliaia di modi di cui possono avvalersi per aumentare la propria popolarità. Il problema è che in questo caso, invece di un influencer che vuol monetizzare di più sulla diffusione della propria immagine fisica, ci ritroviamo dinanzi ad una pericolosa setta i cui risvolti criminali sono stati già ampiamente accertati e documentati in patria, e forte di un sostegno economico e politico internazionale tanto inquietante quanto ancora in buona parte oscuro, di cui più volte abbiamo trattato. 

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