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Chiesa di Dio Onnipotente e sionismo cristiano: un pericoloso matrimonio di comune interesse

28-07-2026 11:57

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Chiesa di Dio Onnipotente e sionismo cristiano: un pericoloso matrimonio di comune interesse

Lo scorso dicembre un articolo d'inchiesta pubblicato da Haaretz denunciò l'esistenza in Israele di una rete d'influenza digitale gestita da esuli cin

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Lo scorso dicembre un articolo d'inchiesta pubblicato da Haaretz ha denunciato l'esistenza in Israele di un'estesa rete d'influenza digitale gestita da esuli cinesi legati alla Chiesa di Dio Onnipotente (CDO), la famigerata setta cristiano-apocalittica sorta in Cina nei primi Anni ‘90 e in seguito bandita dalle autorità di Pechino. Secondo i ricercatori dell’Israel Internet Association, il gruppo avrebbe utilizzato contenuti generati con l'IA per avvicinare ebrei israeliani online, mascherando i sermoni missionari dietro fittizie “lezioni di Torah” in ebraico, tramite account social, pagine TikTok e gruppi WhatsApp operanti dall’estero e dediti a distribuire contenuti religiosi calibrati per un pubblico ebraico osservante. In alcuni casi, la rete avrebbe creato gruppi Facebook fittizi spacciati per pagine legittime, come “Mothers Cooking Together”, arrivando a raccogliere fino a 13.000 membri prima di venir smascherata. Si tratta di una metodologia che abbiamo già visto in più casi, a cominciare da quello italiano, come pure in altri paesi europei: i nostri lettori più fedeli ricorderanno, ad esempio, gli articoli dedicati all'espansione della setta in Romania, Spagna e Grecia. I metodi d'ingaggio, o d'inganno, restano dunque i medesimi: squadra che vince non si cambia. Non a caso, inizialmente le indagini erano partite dietro a sospetti d'interferenza elettorale, finché non è emersa la non meno preoccupante realtà di una campagna missionaria sotto copertura, progettata per attrarre seguaci attraverso un linguaggio religioso familiare e apparentemente innocuo.

 

Per andare subito al nocciolo della questione, sempre i nostri lettori più fedeli ricorderanno gli articoli dedicati al fenomeno, non soltanto americano, del “sionismo cristiano”. Questi, soprattutto nelle sue versioni evangeliche statunitensi, interpreta il ritorno degli ebrei in Terra d’Israele come adempimento biblico e come premessa di una sequenza apocalittica destinata a culminare nel ritorno di Cristo. Si tratta di una visione non confinata alla sola sfera teologica, trasformandosi presto in molte reti evangeliche in un vero e proprio programma politico teso al sostegno ad Israele, all'ostilità per le concessioni territoriali alla popolazione palestinese e all'interesse per il controllo dei luoghi santi, in particolar modo le aree del Tempio e di Gerusalemme. In passato abbiamo affrontato la serietà di queste sinergie ideologiche e politiche, come nell'eclatante caso che ha visto l'Amministrazione Trump e il governo Netanyahu concepire insieme la “guerra totale” all'Iran, in nome di principi unicamente messianici: se a qualcuno, in precedenza, queste “familiarità” tra gruppi neocon americani ed israeliani potevano suonare come delle curiose note di folklore politico, dinanzi al caos odierno avrà sicuramente avuto modo di cambiare idea. Questo asse politico ha infatti precipitato il Medio Oriente in un baratro che non s'è ancora risolto, e con ampie ripercussioni anche per il resto del pianeta.

 

La CDO non agisce in Israele, come in altri paesi, dagli USA all'UE, nascondendosi del tutto alle autorità. Per quanto attenzionata ed osteggiata da forze della magistratura che nei suoi comportamenti ravvedono elementi giuridicamente fuori dal perimetro della legalità, a livello più alto gode di forti appoggi che in tutti questi anni le hanno assicurato un'immancabile copertura in mezzi e capitali. Quel “livello più alto”, tra apparati governativi e di intelligence, non va ovviamente cercato fuori dall'emisfero occidentale: cinese è la setta per origini ed estetica, ma sotto questa sua scorza si nascondono agenda, forze ed interessi anglo-americani. Proprio come per il Falun Gong, per la Chiesa dell'Unificazione, gli Urlatori e tanti altre: la lista è virtualmente infinita. Tuttavia, non solo forze della magistratura o di un giornalismo d'inchiesta più coraggioso cercano di contrastare questi CDO, o quantomeno di coglierne le reale natura: Haaretz ha infatti segnalato che il tema ha provocato attriti con parte del clero cristiano a Gerusalemme. Alcuni leader ecclesiastici hanno definito il sionismo cristiano una dottrina “dannosa”, usata da attori israeliani per fini politici. L’ideologia, in questo senso, non è soltanto una lettura della Bibbia, ma un’arma geopolitica che fonde fede, strategia militare ed economica in un unico progetto.

 

Il legame tra sette evangeliche e gruppi analoghi del sionismo estremo non va cercato in una parentela organizzativa, ma in una grammatica comune, in una struttura immaginativa condivisa. Questa “grammatica” comprende almeno cinque elementi chiave: 1) il tempo percepito come corsa verso la fine, con ogni evento come segno escatologico; 2) la centralità della figura salvifica, che si tratti di un Cristo che ritorna alla fine dei tempi o  incarnato in una donna cinese, come nel caso della CDO; 3) la Bibbia assurta a codice interpretativo per decifrare la storia; 4) la percezione del gruppo come “salvato” e “separato” dal resto del mondo, giudicato “corrotto”; 5) la distinzione radicale tra “salvati” e “perduti”, con la convinzione secondo cui chiunque non aderisca sia destinato alla perdizione, favorendo in una logica d'esclusione e conversione forzata. Nel momento in cui questi cinque elementi s'intrecciano con obiettivi politici, il risultato che viene a manifestarsi è una religione che non si limita soltanto ad interpretare il mondo, ma anche a dirigere la storia verso un esito percepito come “predeterminato”, “predestinato”.

 

Nel caso israeliano, ma non possiamo dire diversamente per gli USA, questo tipo di messianismo diventa geopolitica perché entra nel campo delle alleanze, della legittimazione internazionale e della produzione di consenso interno. Una parte della destra religiosa israeliana può trovare utile il sostegno evangelico americano, mentre una parte del mondo evangelico d'oltreoceano considera Israele un attore indispensabile nel piano divino; è un rapporto di reciproca convenienza che resta però instabile, poiché i fini religiosi non coincidono davvero con gli interessi nazionali israeliani veri e propri. Da qui nasce una tensione strutturale: l’alleanza funziona finché ciascuno proietta nell’altro la propria escatologia, ma s'indebolisce quando le priorità politiche e quelle profetiche divergono. Il sionismo cristiano, in questo senso, non è un semplice sostegno a Israele, ma un tentativo di legare la storia a un piano divino che trascende gli interessi dello Stato ebraico. Tuttavia, nella pletora di gruppi cristiano-apocalittici che sostengono questa “grammatica”, non sorprende di trovare oggi anche la CDO, che dopo aver prestato servizio soprattutto per gli interessi USA in Asia ed Estremo Oriente, trova oggi nuove possibilità d'espansione nell'attuale congiuntura geopolitica che intreccia, in una guerra autodistruttiva, Israele ed Occidente.

 

Il punto di contatto con il sionismo cristiano risiede nel fatto che entrambi i mondi non vedono Israele solo come uno Stato, ma soprattutto come un segno escatologico. Nel sionismo cristiano il popolo ebraico e lo Stato d’Israele diventano parte di una narrazione della fine dei tempi; per la CDO, il pubblico ebraico israeliano viene avvicinato come terreno missionario privilegiato, da conquistare con una retorica travestita da studio della Torah. In entrambi i casi la religione viene sottratta alla sfera del pluralismo ed inserita in una logica di conversione, separazione e destino. La differenza principale è che mentre il sionismo cristiano cerca di legare Israele a un piano divino, la setta cinese cerca d'assimilare Israele nel proprio piano di salvezza esclusiva, ma in ogni caso sempre con un'interpretazione divina: insomma, malgrado certe differenze teologiche, nel vasto perimetro del sionismo cristiano c'è posto in abbondanza anche per lei.

 

Come già notato in altri casi, l’elemento nuovo dell’inchiesta è costituto dall’uso dell’IA per formare una “mimetica religiosa localizzata”, ovvero testi in ebraico che sembrano studi biblici mentre in realtà sono veicoli di catechesi settaria. E' un significativo, seppur già visto, salto qualitativo rispetto al proselitismo tradizionale: l’IA consente infatti scala, velocità e personalizzazione dei messaggi religiosi, rendendo ben più difficile per l’utente distinguere tra contenuti genuini e manipolatori. In questo senso il caso israeliano al tempo stesso conferma ed anticipa una tendenza più ampia e destinata a crescere nel tempo, composta dalla convergenza tra missione religiosa, strategie algoritmiche e propaganda identitaria. L’IA, dunque, non è solo uno strumento, ma un moltiplicatore d'efficacia: permette di produrre contenuti su misura per ogni segmento di pubblico, adattando linguaggio, tono e riferimenti biblici in modo da massimizzare l’impatto emotivo e persuasivo. La CDO, come già dicevamo, ha una forte esperienza in questo ambito e il suo esempio, guardando anche ad altri gruppi consimili, non è passato inosservato: il loro utilizzo dell'IA, guarda caso, ha conosciuto una costante espansione. 

 

Il caso della CDO in Israele non costituisce quindi una novità, ma semmai una conferma, rappresentata dalla possibilità che setta e sionismo cristiano convergano non solo nell’immaginario, ma anche nelle tecniche. Un culto che s'avvale di strumenti algoritmici come l'AI può facilmente ottenere la persuasione dei sui destinatari, con messaggi in tempo reale adattati alle reazioni del pubblico. Così, la profezia diventa algoritmo: non più una rivelazione divina, ma un dato generato da un modello di linguaggio, ottimizzato per massimizzare conversioni e adesioni. In fondo, ciò che conta è manipolare quanto più pubblico possibile, al fine d'ottenere una maggior influenza politica: anche a questo serve il sionismo cristiano, molto efficace nel vasto fronte conservatore. L'apporto della CDO diventa allora il benvenuto per quanti, dall'influenza del sionismo cristiano, hanno politicamente tutto da guadagnare. A rimetterci è soltanto la religione vera e propria, che con questi avvelenamenti perde la sua dimensione comunitaria e storica, trasformandosi in un prodotto di consumo digitale, personalizzato e manipolatorio.

 

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